Moby Dick

MOBY DICK

Il Moby Dick della Piccola Bottega Teatrale è un microcosmo spaziale, temporale e scenico che si immerge a fondo nell’opera di Melville slegandola dai confini d’oltreoceano e portandola nell’immaginario europeo in una trasposizione che affonda nelle radici filosofiche e cognitive del continente. L’ingranaggio che si intravede nell’occhio della balena rimanda ad una visione meccanicistica della natura, che la vede come una parte esclusivamente corporea del mondo, e pertanto le sue azioni sono mosse solo dalla sua natura istintuale, agisce quindi in modo puramente meccanico priva della cattiveria e della sete di vendetta che invece anima gli uomini. La parte umana invece, la ciurma del Pequod, diventa parte della coscienza del capitano Achab, portandolo alla consapevolezza del bisogno di affrontarsi per superare i proprio limiti nel bene e nel male.  Sul piano letterario il protagonista Ismaele viene sacrificato, togliendo un narratore alla storia. Il tutto si risolve su un’operazione in cui i veri testimoni della sfida del capitano sono gli stessi spettatori. Il testo si propone come mediatore nuovo tra la cultura ottocentesca e la contemporanea rappresentazione dell’Io umano, rappresentato in tutte le sue sfaccettature e contrapposto alla natura impulsiva ed innocente della balena.

Foto di Enzo Tradito

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